domenica 17 febbraio 2013

ELEZIONI POLITICHE: I PROGRAMMI SANITà DEI PARTITI

Tutti (tranne Monti) contro la spending review targata Enrico Bondi. Tutti (sotto elezioni) contro l'invasione dei partiti nelle asl e negli ospedali. Tutti che battono la grancassa della ricerca e della meritocrazia, riconoscono il ruolo dell'industria della salute e promettono una parte centrale all'esercito di oltre 1,5 milioni di italiani (ed elettori) che lavorano nel settore. Molti fautori di un ruolo forte del ministero, Monti che vuole un cambio di rotta sul federalismo sanitario, la Lega che invece lo recita come un mantra. Ma non tutti in sintonia sul futuro welfare: chi strizza l'occhio all'arretramento dello Stato, chi rivendica l'universalità ma cambiando parecchio, chi agita la carta dei fondi integrativi e chi la rinnega, chi dice basta all'aziendalizzazione che sta per compiere 18 anni. Giusto l'eta per votare.

Partiti in ordine sparso ma con tante promesse sulla sanità verso le elezioni. A conferma che il sistema-salute, con oltre 110 miliardi di spesa pubblica l'anno (e 30 di spesa privata) e una filiera che vale l'11,2% del pil, è insieme un ingombro e un fortino di potere eccezionale.

A dominare il dibattito è l'allarme lanciato da Monti fin da novembre: il rischio di sostenibilità per il Ssn senza interventi non semplicemente di lifting. Allarme che il Pd ha restituito al mittente, rilanciando la palla nella metà campo ormai avversaria: «Come diceva un rapporto canadese degli anni Novanta, la sostenibilità è quella che uno Stato (e un Governo) decide di darsi». Ovvero, quanto ci si vuole scommettere e investire. Che welfare sanitario, insomma, darci per l'oggi e costruire per il domani.
Intanto i partiti già con le candidature hanno dato precisi segnali. Ecco così nel Pd i presidenti dell'Ordine dei medici e del collegio degli infermieri. Nel Pdl invece i vertici dell'Ordine dei farmacisti. Sirene per le categorie, indicazioni di marcia. Non sono un caso le parole di Angelino Alfano: «Se vince il Pd vi asfalta», ha detto ai farmacisti riferendosi alle note voglie bersaniane di liberalizzazioni. Così Stefano Fassina, responsabile economico Pd, ha replicato: «Non asfaltiamo nessuno, vogliamo il dialogo». Come ha fatto anche l'ormai montaniano ministro Renato Balduzzi.

Intanto parlano i programmi. Con tutte le tare pre-voto. Il Pd s'è gettato per primo nella mischia con lo slogan: basta tagli, largo agli investimenti. E sui nuovi ticket frena: o si eliminano o, se il fisco funziona, pensare di legarli ai redditi. Altolà all'attuale spending, ma azzerando sprechi e inefficienze con un'organizzazione riveduta e corretta: cure sul territorio da rifare (e da finanziare) poi ospedali da mettere in linea. Stop al federalismo spacca Italia, via a un ministero più forte. Dare all'industria, a partire da quella farmaceutica, una programmazione almeno triennale. Poi un ruolo forte agli operatori, la prevenzione, la tutela assicurativa dei medici.

Decisamente più scarno il programma del Pdl. Che rilancerà la legge sul biotestamento, la sussidiarietà, la riforma della legge Basaglia, un ruolo pubblico-privato nel segno della par condicio. E dei «prezzi di riferimento». Mentre la Lega, socia di centro-destra, ha un solo vero obiettivo: avanti a colpi di federalismo e di costi standard. Ma sembra isolata nel suo alzar la voce. Le macro Regioni, il super Nord come stelle lucenti.

I partiti della «Lista civica» per Monti presenteranno domani il programma nel segno del «diritto alla salute». Ma qualcosa trapela: salvare l'universalità con forti dosi di efficienza, rafforzando il ruolo del ministero facendo tornare allo Stato la (quasi) piena competenza sulla salute. Anche cambiando le regole per spartire le risorse, liberando il Ssn dall'invadenza dei partiti, garantendo la trasparenza on line anche per conoscere la qualità delle prestazioni di ogni ospedale. Valorizzando merito ed eccellenze. E l'industria, volano «di ricchezza e di occupazione». Insomma: salvare il soldato Ssn, ma rivestendolo da cima a fondo.

Poi ci sono gli altri outsider. M5S di Beppe Grillo rilancia su equità e universalità, chiede ticket tarati sui redditi e di cambiare la devolution. Ma anche di reintrodurre i Cda nelle asl ed impedire l'attività privata dei medici, incentivando il merito anche con tetti massimi nell'attività privata. «Fermare il declino», per parte sua, rilancia la lotta agli sprechi e alle clientele e propone una competizione ad armi pari col privato. Esattamente il contrario di «Rivoluzione civile» che fa del servizio pubblico la stella polare (dunque facendo regredire il privato) e mette gli obiettivi di salute prima di quelli economici.

Di tutto, di più. Prima del voto. Dopo il voto, si vedrà. Anche se serviranno altre manovre, e a chi toccherà pagare.

Le proposte dei partiti sulla salute

PD-SEL-PSI
Stop a tagli e definanziamento del Ssn: nel settore, anzi, si deve investire di più. Ma aggredendo sacche di spreco, inefficienze clientelari e cambiando la governance. Per i nuovi ticket (2 miliardi in più dal 2014) puntare a soluzioni alternative, anche su ticket tarati sui redditi familiari se il Fisco funziona. Altolà ai tagli lineari (spending) e per i fondi integrativi interventi limitati alla regolazione normativa e fiscale. Il ruolo del ministero va rafforzato senza più subalternità verso l'Economia e derive federaliste. Riconoscere il ruolo trainante dell'industria, a partire dal farmaceutico, con una programmazione di 3-5 anni. E ancora: partiti fuori dalle nomine, puntare sulla prevenzione, riqualificare le cure sul territorio e rivedere il ruolo degli ospedali, tutela assicurativa per i medici, ruolo cruciale degli operatori.

PDL-LEGA
Il programma del Pdl è estremamente scarno. Nel Welfare in generale, si dice di voler puntare sulla sussidiarietà, con un accenno chissà se valido anche per la sanità al «buono-dote e credito d'imposta per la libera scelta nei servizi del Welfare». Cambiare la legge Basaglia del 1978 sulla salute mentale, altro slogan, possibile richiesta di cambiare la spending review e di tutelare i medici dai rischi clinici. Fare la legge sul biotestamento. Rapporto pubblico-privato da riequiibrare, nel segno della par condicio. Sul federalismo le anime Nord-Sud sicuramente non hanno trovato una sintesi: piacciono i prezzi di riferimento, chissà fino a che punto.
Il Carroccio invece va a tutto federalismo e dei costi standard fa la sua bandiera pressoché esclusiva: «È il presupposto fondamentale – afferma – per garantire il diritto alla salute».

SCELTA CIVICA
Assicurare l'universalità delle cure ma con un forte recupero di efficienza del sistema. Dunque, rinnovare in profondità definendo precisione le prestazioni da garantire nello stesso modo a ogni latitudine. Ticket sostituiti con una franchigia legata al reddito Isee. Rafforzare il ministero e il suo ruolo di indirizzo e di controllo e affidare allo Stato la competenza sulla salute. Cure h24 modello Balduzzi e taglio dei posti letto negli ospedali. Nuove regole di riparto, stop all'invadenza dei partiti. Garanzie ai medici sul rischio clinico. Regole chiare nel rapporto pubblico-privato, definendo le prestazioni dei Fondi integrativi. Ruolo attivo e partecipe dei cittadini, garantendo visibilità e conoscenza (on line) delle prestazioni e della loro qualità nelle strutture. Valorizzare eccellenze e i meriti, riconoscere il volano dell'industria della salute come creatrice di ricchezza e di occupazione.

MOVIMENTO 5 STELLE
Garantire a tutti l'equità e l'accesso alle prestazioni essenziali, anche con ticket proporzionali ai redditi. Monitorare e correggere la devolution. Promuovere i farmaci fuori brevetto e prescrivere solo per principio attivo, niente incentivi economici agli informatori scientifici. Non consentire ai medici pubblici di operare nel privato, incentivandone la permanenza nel Ssn, premiando il merito anche con tetti massimi nell'attività privata. Trasparenza e snellimento burocratico: liste d'attesa, centri di prenotazione e convenzioni coi privati on line. Reintrodurre i Cda nelle Asl e negli ospedali per limitare il potere dei direttori generali. Possibilità di donare l'8 per mille alla ricerca medico-scientifica e finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi per quella militare. Investire sui consultori familiari e sulla sicurezza.

RIVOLUZIONE CIVILE
La parola d'ordine è secca: «Rafforzare il sistema sanitario pubblico e universale». Con un'attenzione particolare che dev'essere rivolta alla non autosufficienza. Lo stesso leader di Rivoluzione civile, Antonio Ingroia, ha poi aggiunto che la gratuità dei farmaci va estesa ad alcuni farmaci di fascia C senza prodotti analoghi in fascia A, soprattutto per i pensionati e per i bassi redditi. No ai tagli lineari indiscriminati contro i cittadini e le eccellenze. Eliminare tutte le misure che hanno favorito la sanità privata. Investire nella prevenzione, restituire un ruolo attivo ai Comuni, rivedere la rete ospedaliera con meno tagli dei posti letto ma creando cure e servizi territoriali. Stop all'aziendalizzazione e alla prevalenza degli obiettivi economici su quelli di salute, impedire il doppio lavoro nel pubblico e nel privato, nuove nomine per i manager svincolandoli dal potere politico.

FARE PER FERMARE IL DECLINO
Eliminare le sacche di spreco e definire chiaramente i contorni e il ruolo del servizio pubblico. «Sistema pubblico non vuol dire "non privato"», ha detto lo stesso leader di «Fermare il declino», Oscar Giannino. In questa direzione, dunque, saranno necessarie iniezioni di concorrenza a vasto raggio tra il sistema pubblico e il privato. Sulla falsariga del modello, secondo FiD, seguito negli ultimi anni dalla Germania dove l'aumento della componente privata rispetto a quella pubblica avrebbe consentito di contenere meglio i costi generali. Tra gli sprechi, massima attenzione a quelli legati all'acquisto di forniture da parte di Asl e ospedali, cresciuti a livello esponenziale. Rilancio e massima attenzione al ruolo delle industrie di settore. A cominciare da quella farmaceutica, colpita in quattro anni da tagli per 11 miliardi che avrebbe potuto reinvestire in ricerca e innovazione.

MEDICINA A NUMERO APERTO!!!!

Annullati i test di ingresso a medicina. A partire dall'anno accademico 2013/2014 le facoltà di Medicina saranno tutte a numero aperto.
Questo sarebbe il sogno di numerosi studenti che aspirano a diventare medici, ma la realtà è sempre la stessa. Anzi, quest'anno i test saranno anticipati a luglio, a discapito di tutti gli studenti che solitamente si impegnano nel periodo estivo nello studio in vista del concorso, e che invece sono impegnati nel sostenere gli esami di maturità o quelli universitari.
Ecco come il governo italiano spezza le speranze dei giovani.

Sanità pubblica: I CAMBIAMENTI DEL 2013

Il 2013 porta numerose novità in ambito di sanità pubblica. I tagli richiesti al comparto, pari a circa 8 miliardi di euro, hanno messo in moto una macchina inarrestabile di cambiamenti. Vediamo insieme di cosa si tratta e cosa cambierà per i pazienti.

I Lea

Il primo grande cambiamento, ancora in via di definizione, è quello dei Lea, i livelli di assistenza del sistema sanitario nei confronti del malato. Entreranno nell’elenco delle malattie le cui terapie vengono sostenute dallo Stato 110 malattie rare e cinque patologie croniche fino ad ora mai inserite: le Broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO) al II stadio (moderato), III stadio (grave), e IV stadio (molto grave) ovvero l’enfisema polmonare e la broncopolmonite cronica; le osteomieliti croniche; le patologie renali croniche; il Rene Policistico Autosomico Dominante; la Sarcoidosi al II, III e IV stadio. Anche la sindrome da Talomide entrerà  nei  Lea, al pari delle ludopatie come il gioco d’azzardo patologico.
sanità pubblica cosa cambia 2013

Le analisi e le ricette mediche

Anche specifiche analisi ed indagini diagnostiche molto costose subiranno dei cambiamenti. In questo caso si parla di un taglio netto agli sprechi limitando le prescrizioni e dando la possibilità di un rimborso pubblico solo a coloro che entreranno in una casistica ben precisa ed ancora al vaglio  degli esperti. Quel che è sicuro è che non basterà un semplice dolore al ginocchio ad avvallare una risonanza magnetica o una tac. Altro esempio: gli interventi di tunnel carpale e di cataratta non verranno più eseguiti in stato di ricovero. Proprio in base a tali assunti saranno controllate con maggiore attenzione almeno il 5% delle ricette emesse, mettendo a confronto la patologia descritta, l’età del paziente ed il suo stato di cronicità contestualmente alla richiesta di ulteriori controlli. Il medico dovrà scrivere sulla ricetta la malattia sospettata. In mancanza di tale specifica la richiesta verrà considerata nulla.

Il parto e l’anestesia epidurale

Per abbattere i costi derivanti dalla richiesta di parto cesareo da parte delle donne anche in caso di mancanza di pericoli relativamente al parto naturale, nei Lea entrerà anche l’anestesia epidurale, al fine di non far sentire dolore alla donna e consentire una nascita priva di pericoli per il bambino.

venerdì 15 febbraio 2013

Università, anticipati a luglio i test

I TEST per l'ammissione ai corsi a numero chiuso a livello nazionale si svolgeranno a luglio. A pochi giorni dalle elezioni, il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, anticipa di un mese e mezzo le date dei test di ammissione ai corsi universitari a numero chiuso. Anziché a settembre, com'è stato finora da quando esistono i test di accesso, per essere ammessi alla facoltà di Medicina, e ad Odontoiatria, i test si svolgeranno il 23 luglio. E a seguire, tutti gli altri: Veterinaria il 24 luglio, Architettura il 25 luglio e soltanto le Professioni sanitarie il 4 settembre. I test di Medicina in lingua inglese si svolgeranno addirittura il 15 aprile.

Test nel mese di aprile che scatteranno dal 2014: 8 aprile per Medicina ed Odontoiatria, 9 aprile per medicina veterinaria, 10 aprile 2014 per Architettura e 3 settembre per le Professioni sanitarie. Un anticipo a sorpresa, quello di Profumo, che metterà in crisi i diplomandi e anche coloro che hanno programmato i corsi di preparazione per i test. Gli studenti delle scuole superiori, infatti, una volta archiviata la pratica della maturità dedicano l'intero periodo estivo allo studio delle materie oggetto dei test. Il motivo di questo anticipo è contenuto nella asettica comunicazione apparsa oggi sul sito del Miur.

Università, anticipati a luglio i test"Al fine di offrire adeguata informativa agli studenti interessati e di permettere agli atenei di procedere nella predisposizione delle opportune misure organizzative legate allo svolgimento delle prove, si comunicano le date di effettuazione dei test per l'anno accademico 2013/2014". Per gli studenti dell'Unione degli universitari si tratterebbe di "un altro blitz del ministro Profumo" a pochissimi giorni dalle elezioni. "Scandaloso il calendario dei test di ammissione che si terranno a luglio ed ad aprile", tuonano dall'Udu.

"Stabilire l'inizio delle prove per i test di ammissione a luglio è un ulteriore ostacolo all'accesso all'università", dichiara Michele Orezzi, coordinatore dell'Udu. "Non solo gli studenti dovranno prepararsi a sostenere un test d'ingresso su materie che possibilmente non hanno mai nemmeno studiato, inoltre avranno pochissimo tempo a disposizione per farlo in quanto saranno impegnati, almeno fino alla prima metà di luglio, a sostenere gli esami di maturità. E' un altro palese attacco al diritto allo studio e all'accesso alla formazione per migliaia di studenti".

 "Il Ministro Profumo  -  continua Orezzi  -  non si smentisce nemmeno da dimissionario. Dopo il tentativo di far passare il decreto sul diritto allo studio, che di fatto annienta i diritti degli studenti meritevoli ma privi di mezzi, in sordina senza il coinvolgimento degli studenti, adesso sferra un altro attacco agli studenti. Questa calendarizzazione è un ulteriore percorso ad ostacoli per migliaia di studenti che, dopo le scuole superiori, vogliono intraprendere un percorso universitario e la cosa più grave è che il Miur cambia ancora una volta le regole in corsa e senza un minimo di preavviso e concertazione con gli studenti".I TEST per l'ammissione ai corsi a numero chiuso a livello nazionale si svolgeranno a luglio. A pochi giorni dalle elezioni, il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, anticipa di un mese e mezzo le date dei test di ammissione ai corsi universitari a numero chiuso. Anziché a settembre, com'è stato finora da quando esistono i test di accesso, per essere ammessi alla facoltà di Medicina, e ad Odontoiatria, i test si svolgeranno il 23 luglio. E a seguire, tutti gli altri: Veterinaria il 24 luglio, Architettura il 25 luglio e soltanto le Professioni sanitarie il 4 settembre. I test di Medicina in lingua inglese si svolgeranno addirittura il 15 aprile.

Test nel mese di aprile che scatteranno dal 2014: 8 aprile per Medicina ed Odontoiatria, 9 aprile per medicina veterinaria, 10 aprile 2014 per Architettura e 3 settembre per le Professioni sanitarie. Un anticipo a sorpresa, quello di Profumo, che metterà in crisi i diplomandi e anche coloro che hanno programmato i corsi di preparazione per i test. Gli studenti delle scuole superiori, infatti, una volta archiviata la pratica della maturità dedicano l'intero periodo estivo allo studio delle materie oggetto dei test. Il motivo di questo anticipo è contenuto nella asettica comunicazione apparsa oggi sul sito del Miur.

"Al fine di offrire adeguata informativa agli studenti interessati e di permettere agli atenei di procedere nella predisposizione delle opportune misure organizzative legate allo svolgimento delle prove, si comunicano le date di effettuazione dei test per l'anno accademico 2013/2014". Per gli studenti dell'Unione degli universitari si tratterebbe di "un altro blitz del ministro Profumo" a pochissimi giorni dalle elezioni. "Scandaloso il calendario dei test di ammissione che si terranno a luglio ed ad aprile", tuonano dall'Udu.

"Stabilire l'inizio delle prove per i test di ammissione a luglio è un ulteriore ostacolo all'accesso all'università", dichiara Michele Orezzi, coordinatore dell'Udu. "Non solo gli studenti dovranno prepararsi a sostenere un test d'ingresso su materie che possibilmente non hanno mai nemmeno studiato, inoltre avranno pochissimo tempo a disposizione per farlo in quanto saranno impegnati, almeno fino alla prima metà di luglio, a sostenere gli esami di maturità. E' un altro palese attacco al diritto allo studio e all'accesso alla formazione per migliaia di studenti".

 "Il Ministro Profumo  -  continua Orezzi  -  non si smentisce nemmeno da dimissionario. Dopo il tentativo di far passare il decreto sul diritto allo studio, che di fatto annienta i diritti degli studenti meritevoli ma privi di mezzi, in sordina senza il coinvolgimento degli studenti, adesso sferra un altro attacco agli studenti. Questa calendarizzazione è un ulteriore percorso ad ostacoli per migliaia di studenti che, dopo le scuole superiori, vogliono intraprendere un percorso universitario e la cosa più grave è che il Miur cambia ancora una volta le regole in corsa e senza un minimo di preavviso e concertazione con gli studenti".I TEST per l'ammissione ai corsi a numero chiuso a livello nazionale si svolgeranno a luglio. A pochi giorni dalle elezioni, il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, anticipa di un mese e mezzo le date dei test di ammissione ai corsi universitari a numero chiuso. Anziché a settembre, com'è stato finora da quando esistono i test di accesso, per essere ammessi alla facoltà di Medicina, e ad Odontoiatria, i test si svolgeranno il 23 luglio. E a seguire, tutti gli altri: Veterinaria il 24 luglio, Architettura il 25 luglio e soltanto le Professioni sanitarie il 4 settembre. I test di Medicina in lingua inglese si svolgeranno addirittura il 15 aprile.

Test nel mese di aprile che scatteranno dal 2014: 8 aprile per Medicina ed Odontoiatria, 9 aprile per medicina veterinaria, 10 aprile 2014 per Architettura e 3 settembre per le Professioni sanitarie. Un anticipo a sorpresa, quello di Profumo, che metterà in crisi i diplomandi e anche coloro che hanno programmato i corsi di preparazione per i test. Gli studenti delle scuole superiori, infatti, una volta archiviata la pratica della maturità dedicano l'intero periodo estivo allo studio delle materie oggetto dei test. Il motivo di questo anticipo è contenuto nella asettica comunicazione apparsa oggi sul sito del Miur.

"Al fine di offrire adeguata informativa agli studenti interessati e di permettere agli atenei di procedere nella predisposizione delle opportune misure organizzative legate allo svolgimento delle prove, si comunicano le date di effettuazione dei test per l'anno accademico 2013/2014". Per gli studenti dell'Unione degli universitari si tratterebbe di "un altro blitz del ministro Profumo" a pochissimi giorni dalle elezioni. "Scandaloso il calendario dei test di ammissione che si terranno a luglio ed ad aprile", tuonano dall'Udu.

"Stabilire l'inizio delle prove per i test di ammissione a luglio è un ulteriore ostacolo all'accesso all'università", dichiara Michele Orezzi, coordinatore dell'Udu. "Non solo gli studenti dovranno prepararsi a sostenere un test d'ingresso su materie che possibilmente non hanno mai nemmeno studiato, inoltre avranno pochissimo tempo a disposizione per farlo in quanto saranno impegnati, almeno fino alla prima metà di luglio, a sostenere gli esami di maturità. E' un altro palese attacco al diritto allo studio e all'accesso alla formazione per migliaia di studenti".

 "Il Ministro Profumo  -  continua Orezzi  -  non si smentisce nemmeno da dimissionario. Dopo il tentativo di far passare il decreto sul diritto allo studio, che di fatto annienta i diritti degli studenti meritevoli ma privi di mezzi, in sordina senza il coinvolgimento degli studenti, adesso sferra un altro attacco agli studenti. Questa calendarizzazione è un ulteriore percorso ad ostacoli per migliaia di studenti che, dopo le scuole superiori, vogliono intraprendere un percorso universitario e la cosa più grave è che il Miur cambia ancora una volta le regole in corsa e senza un minimo di preavviso e concertazione con gli studenti".

fonte: Repubblica.it

XI Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile

 XI Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile: Oggi,  15 febbraio,  ricorre l' XI Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile . Una giornata organizzata per sostenere tutti i bambini ...

SIGARETTA ELETTRONICA: MODA DEL MOMENTO O MODO PER SMETTERE DI FUMARE?


È sul mercato da pochi mesi ed è già una mania, anzi una moda: la sigaretta elettronica (abbreviato e-cid). 

Ce l’hanno in tanti, in centinaia di migliaia di italiani a quanto pare… e la fumano dappertutto.
Se costituisca un valido rimedio alla dipendenza dalla nicotina è presto per dirlo, ma i dati parlano di un business milionario per chi le smercia e di un corrispondente drastico calo delle vendite dei pacchetti di sigarette (quelle vere) a danno dello Stato e dei tabaccai.
Insomma, un settore merceologico tutto nuovo che non è esente da possibili contraffazioni: sono all’ordine del giorno notizie di sequestri da parte della Guardia di Finanzia di e-cig prive di marchio CE provenienti per lo più dalla Cina.
I rischi e le incognite
Trattandosi anche di una moda, il rischio principale, forse, è quello di diffondere il fumo (seppur elettronico) anche tra i non fumatori e comunque tra i più giovani.
Ce n’è di tutti i colori e per tutti i gusti: zucchero filato, marshmallow, nocciola, pistacchio, cocco, tiramisù, liquirizia, zabaione, cappuccino. Alcune contengono nicotina (anche se in percentuale molto bassa), altre no. Insomma c’è proprio l’imbarazzo della scelta: facile cadere nella tentazione di provare… Per non parlare del fatto che i negozi che le vendono spuntano come funghi.
Per quanto riguarda i rischi connessi alla salute, nulla si sa: le e-cig fanno male o non fanno niente? Per ora non si può dire. Anche se, probabilmente, contengono meno schifezze delle sigarette normali.
Per quanto riguarda il “vapore passivo”, anche qui non si sa nulla di certo: è possibile, però, che un non fumatore preferisca star vicino a chi soffia un vapore al sapore di ciliegia, piuttosto che respirare il forte odore del tabacco bruciato.
Se, poi, la sigaretta elettronica aiuti davvero a smettere di fumare, anche questa rimane un’incognita. Forse la cosa è soggettiva: c’è chi intende davvero “disintossicarsi” dalla dipendenza da fumo e si aiuta con l’e-cig e chi, invece, lungi dal voler smettere di fumare, la usa solo per poter fumare di più, cioè anche in quei luoghi chiusi dove vige ormai da anni il divieto assoluto di fumo.

Fonte: TgCom

venerdì 19 ottobre 2012

HELICOBACTER PYLORI





L' Helicobacter pylori (Hp) è un batterio a forma di spirale che vive nello stomaco e nel duodeno (il tratto di intestino subito al di sotto dello stomaco), causando una infiammazione della mucosa gastrica (gastrite).



Il succo gastrico è composto da acido cloridrico concentrato ed enzimi digestivi, che possono sciogliere rapidamente anche i cibi più duri o i microrganismi più resistenti. Batteri, virus e la bistecca della cena di ieri, vengono tutti disciolti in questo bagno mortale di prodotti chimici. Per tale ragione, si è sempre pensato che lo stomaco fosse sterile; ma la scoperta dell' Hp da parte di scienziati australiani, nel 1983, ha modificato questa convinzione.

L' Hp, ha un modo tutto particolare di adattarsi all'ambiente inospitale dello stomaco: lo stomaco è protetto dal suo stesso succo gastrico, da uno spesso strato di muco che ricopre la mucosa gastrica, e l'Hp approfitta di questa protezione, vivendo e moltiplicandosi proprio nello strato mucoso. Al riparo dal succo gastrico, neutralizza poi l'acido che riesce a raggiungerlo, mediante un enzima che possiede, chiamato "ureasi". L'ureasi converte l'urea, contenuta abbondantemente nello stomaco, in bicarbonato ed ammonio, che sono alcali forti e che neutralizzano l'acido cloridrico. Si crea quindi una piccola "nuvola" di prodotti chimici che neutralizzano l'acido intorno all' Hp e lo proteggono.

La reazione della idrolisi dell' urea, viene utilizzata nella diagnosi di infezione da Hp: è infatti alla base dell' "Urea Breath Test", uno dei test più sensibili ed affidabili oggi disponibili.

Un'altra difesa dell'Hp consiste nel fatto che le difese immunitarie naturali dell'organismo, non possono raggiungerlo nel muco gastrico. Il sistema immunitario risponde all'infezione da Hp inviando globuli bianchi, linfociti T "Killer" ed altri fattori di difesa, ma questi non riescono a raggiungere l'infezione perchè non penetrano agevolmente la barriera mucosa dello stomaco. Però non vanno neanche via, così i fattori immunitari si accumulano sempre più: i Polimorfonucleati (un tipo di globuli bianchi) muoiono ed il loro contenuto altamente distruttivo (radicali superossido) si riversa sulle cellule della mucosa gastrica. Inoltre vengono inviati tramite la circolazione ematica nutrienti in più per rinforzare i globuli bianchi e l'Hp ne approfitta, nutrendosi esso stesso di tali composti. In tal modo, entro pochi giorni si sviluppa una gastrite che può talvolta progredire fino all'ulcera peptica. Si ritiene infatti che non sia l'Hp stesso a provocare il danno della mucosa gastrica, ma la risposta immunitaria al microrganismo.

TRASMISSIONE

Si ritiene che l'Hp si trasmetta per via oro-fecale, in seguito all'ingestione di cibo o altro materiale contaminato con materiale fecale (l'igiene delle mani diventa fondamentale per evitare il contagio). E' inoltre possibile che l' Hp, risalendo dallo stomaco alla bocca in seguito a reflusso gastro-esofageo, possa trasmettersi anche tramite contatto orale.

DIFFUSIONE

Nel mondo occidentale, l' Helicobacter pylori infetta circa il 20 % delle persone al di sotto dei 40 anni e circa il 50 % di quelle di più di 60 anni. E' invece raro nei bambini.

LE MALATTIE ASSOCIATE AD H.P.

Ulcera duodenale

Le ulcere duodenali, si manifestano nella prima parte dell'intestino, 3-5 cm dopo la fine dello stomaco, in pazienti con una infezione da H. pylori. Se le ulcere vengono trattate con antiacidi (Zantac, Ranidil, Omeprazolo ecc.), in genere recidivano quando viene interrotto il trattamento. I farmaci antiacidi sono quindi costosi e non curano alla radice il problema dell'ulcera. E' stato provato che eradicando l' Hp, molti pazienti guariscono definitivamente. Il trattamento è più efficace in pazienti al di sotto dei 50 anni, ma ne traggono beneficio anche soggetti più anziani. Dopo aver eradicato l'H. pylori, la maggior parte dei pazienti (80 %) sarà in grado di sospendere le terapie con antiacidi (Zantac, Ranidil. Famodil, Lansox, ecc. ecc.).



Ulcera gastrica

Sono ulcere che si formano sulla parete dello stomaco e riconoscono due cause: la più comune è l'infezione dello stomaco da H. pylori (70 % circa). Anche se le ulcere gastriche hanno un comportamento più complesso di quelle duodenali, l'efficacia del trattamento antibiotico dell'ulcera gastrica sembra essere simile a quella dell'ulcera duodenale (tasso di guarigione 70 - 90 % se l'Hp viene eradicato). Vale la pena notare che gli antibiotici attivi contro l' Hp sono stati usati per diversi anni in Cina come trattamento per l'ulcera gastrica con ottimi risultati.

Circa il 30 % delle ulcere gastriche non sono causate da H. pylori, ma sono dovute all'effetto corrosivo di farmaci antifebbrili, antinfiammatori e antidolorifici (aspirina e derivati). Tuttavia se è presente l' Hp, anche queste ulcere possono beneficiare della terapia antibiotica. Se invece l' Hp non è presente, è sufficiente un trattamento con farmaci antiacidi.



Tumori dello stomaco

Il cancro dello stomaco (adenocarcinoma gastrico) è spesso associato ad H. pylori (70 - 90 %). In una estesa revisione di casi di carcinoma gastrico, l' Eurogast Study Group ha dimostrato che la presenza di H. pylori determina un aumento di circa 6 volte del rischio di cancro gastrico. Si pensa che la gastrite cronica conduca a metaplasia intestinale che a sua volta può degenerare in tumore maligno.

Un altro tumore gastrico, il linfoma maligno a basso grado o MALToma, sembra derivare dalla degenerazione maligna di tessuto linfoide associato alla mucosa (MALT - Mucosa Associated Lymphoid Tissue). Studi bioptici retrospettivi hanno dimostrato che il 90 % di questi MALTomi sono associati alla presenza di H. pylori, e studi recenti sembrerebbero dimostrare circa il 50 % di guarigioni di MALTomi localizzati, dopo eradicazione di H. pylori

Dispepsia non ulcerosa ed alcuni casi di nausea e vomito

Nei pazienti con dispepsia cronica (cattiva digestione) che non hanno ulcera peptica, il ruolo dell' H. pylori non è stato ancora chiarito. Bisogna quindi considerare prima di tutto altre possibili cause per la sintomatologia dispeptica, ma se vengono escluse altre cause e viene dimostrata la presenza di H. pylori, si deve prendere in considerazione una ciclo di terapia anti-Helicobacter.

In alcuni pazienti si ottengono risultati immediati dopo la terapia, in altri si ha un miglioramento graduale nell'arco di alcuni mesi.

Alcuni studi indicano che pazienti con nausea e vomito ricorrenti, guariscono dopo eradicazione dell' Hp



Altre sindromi

Questo paragrafo contiene molte teorie non provate ed informazioni aneddotiche senza prova scientifica, tuttavia può offrire qualche traccia per alcune condizione cliniche ancora non ben comprese.

Ci sono diverse malattie che potrebbero essere causate o peggiorate dall' H. pylori: l' Acne Rosacea, ad esempio, una eruzione cutanea rossastra che compare sul volto, risponde talvolta alla terapia contro l' Hp.

I pazienti con Hp hanno una aumentata permeabilità della mucosa gastrica e sono potenzialmente esposti ad antigeni non digeriti provenienti dai cibi e questa situazione può portare a problemi del sistema immunitario.

Gli anticorpi anti-Helicobacter possono reagire con un meccanismo di immunità crociata, anche verso alcuni tessuti del tratto gastrointestinale, portando alla formazione di autoanticorpi contro questi tessuti.

Alcuni rash cutanei di origine non definita sono talvolta scomparsi dopo terapia per Hp.

Molti pazienti riferiscono, dopo terapia per Hp, scomparsa di astenia e notevole aumento del benessere generale, la terapia per Hp andrebbe quindi presa in considerazione nella Chronic Fatigue Syndrome (Sindrome della Stanchezza Cronica).

Molte persone con alitosi cronica, rispondono bene al trattamento per l' Hp: può darsi che ciò sia dovuto al fatto che molti batteri presenti nella bocca rispondono agli stessi antibiotici usati per Hp, ma può anche darsi che Hp sia la causa diretta dell'alitosi (cattiva digestione, acloridria ecc). In ogni caso, vale la pena di trattare l' infezione da Hp.